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Bataille de la Chiusella
Il tentativo è quello di riportare i dati degli eventi

dal testo di René de Cugnac - Campagne de l’Armée de Réserve en 1800 …
CAMPAGNE
 
 
DE
 
 
L’ARMEE DE RESERVE
 
 
EN 1800
 
 
DEUXIEME PARTIE
 
 
MARENGO
 
 
PAR
 
 
le Capitaine DE CUGNAC
 
 
 
 
 
PREFAZIONE

 
 
Il primo volume di questo per a h mostrato la formazione dell’Armata di Riserva a Dijone, le modificazioni successive del progetto di operazioni, poi il passaggio difficile del Gran San Bernardo e i tempi di attesa dovuti dalla resistenza del Forte di Bard.
 
In questa second a e ultima parte, noi seguiremo la marcia dei francesi nelle pianure del Piemonte e della Lombardia e assisteremo al “secondo e terzo atto della Campagna” secondo l’espressione stessa del Primo Console.
 
I documenti raggruppati qui modificheranno forse l’opinione dei lettori su diversi fatti oscuri e su alcune questioni controverse.
 
Constatiamo innanzitutto che il Primo Console emerge dalla Vallé d’Aoste, avendo solo i sei cannoni che sono riusciti a passare sotto il fuoco del Forte di Bard.
 
Egli non attende il resto dell’artiglieria e guadagna rapidamente la via di Stradella dove egli chiude tutti i passaggi alla ritirata del nemico.
 
Seguendo la campagna, vedremo la presa di un corriere del Generale Melas, la marcia dell’Armata verso Alessandria lungo le due rive del Po, la concentrazione per un probabile incontro e l’incertezza del Generale francese sula posizione degli austriaci che si supponevano in ritirata verso Genova o Milano.
 
Un pezzo inedito concernente la giornata di Marengo ci farà conoscere i movimenti della divisione Lapoype, allineata al campo di battaglia all’ultimo momento e raggiunta troppo tardi dall’ordine di ritornare.
 
Dei nuovi documenti fisseranno anche la fisionomia reale del combattimento, mostreranno l’insufficienza del numero dei cannoni e la reale posizione di Desaix durante la mattinata.
 
Come nella prima parte, la storia si svilupperà grazie alle lettere e ai rapporti dei principali attori, affiancati il più delle volte alle relazioni austriache.
 
Più che tutti i paragrafi, questa corrispondenza sottolineerà i punti più salienti della rapida campagna che rimarchiamo, sono passati più di cent’anni dagli avvenimenti dell’armata francese, ed è una delle pagine più gloriose.

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CAPITOLO PRIMO
 
 
BATTAGLIA DEL CHIUSELLA
 
 
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Effettivi dell’Armata. – Lannes vincitore alla battaglia del Chiusella il 26 maggio, affronta Torino. – Il Quartier Generale ad Ivrea. – Murat occupa Vercelli il 27, passa il Sesia il 29. – Organizzazione della zona di Ivrea.
 
 
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25  MAGGIO 1800
 
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L’avanguardia dell’Armata di Riserva (1) occupa Ivrea dal 22 Maggio, e assicura l’apertura nella pianura del Piemonte. Le altre divisioni di fanteria e di cavalleria riescono a passare dal sentiero di Albard.
 
Solo l’artiglieria si è fermata a monte del forte di Bard che oppone dal 19 maggio un’energica resistenza con fucili e cannoni. L’Armata di Riserva, padrona della città, aveva vivamente cercato di far passare dei cannoni durante la notte sotto il fuoco del forte: il tentativo rinnovato una terza volta, riuscì per 2 pezzi durante la notte del 25 e del 26 maggio.
 
Il Primo console che il 25 mattina è ancora ad Aosta, da ‘ordine di intraprendere l’offensiva a sud di Ivrea.
 
 
 
(1)       Se si fa riferimento alla situazione pubblicata nel primo tomo, l’effettivo disponibile probabilmente a Ivrea negli ultimi giorni di maggio era circa di 40.000 uomini (consultare le situazioni del 9, 10 e 21 maggio, appendici n° 16,17 e 19).
 
In realtà il totale dei presenti sotto l’armata non doveva superare la cifra di 30.000 dopo una indicazione fornita dal Primo Console stesso.
 
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Lettera del Primo console al Generale in capo Berthier.
 
(Armée de Réserve)
 
 
Aosta (1), il 5 prairial anno 8 (25 maggio 1800)
 
 
Ho ricevuto, cittadino Generale, la vostra lettera del 4 (2). Immagino che voi abbiate inviato una compagnia d’artiglieria, nominato un comandante e ordinato di stabilire un laboratorio per la preparazione delle cartucce nella cittadella di Ivrea.
 
Il Generale Lannes avrà probabilmente attaccato il nemico questa mattina, l’avrà battuto o obbligato ad un ripiegamento al di là di Chivasso.
 
Se non lo ha fatto, ordinategli di farlo domani. Il nemico non può avere più di 7-8.000 uomini. È l’unico modo comunque per avere delle notizie precise del Generale Turreau e di dare il cambio al nemico (3).
 
Ordinate al Generale Murat di inviare dei riconoscimenti su Biella e su Santhia.
 
Al Generale Monnier, di prendere posizione a metà cammino tra Ivrea e Biella a tre luoghi davanti Ivrea, sulla grande strada che va a Santhià.
 
Alla legione italica, di presentarsi il 7 a Riva, dopo aver passato Valdobbia, di discendere il giorno 8 la Val Sesia fino a Varallo.
 
Voi raccomanderete al comandante di inviare, nella giornata del 9, delle pattuglie a Crevacore e fino a Masserano, dove esse incontreranno le pattuglie dell’Armata (4).
 
 
 
                                                                                                                                                         Bonaparte (5)
 
 
 
(1)       Il Primo console lascia la città di Aosta nella giornata e arriva a Verres verso le 4 del pomeriggio.
 
(2)      Questa importante lettera a Berthier è utile consultarla. Essa indica nettamente la situazione materiale e morale dell’Armata di Riserva nella data del 24 Maggio: Posizione del corpo di Lannes e della divisione Boudet a Ivrea; stato del sentiero di Albard; resistenza del forte di Bard; insuccessi probabili degli assalti; fallimento nel tentativo di far passare l’artiglieria.
 
(3)      Secondo gli appunti che si trovano presso gli Archivi Nazionali, il Primo Console aveva dettato in più la seguente frase: “Prévenez-le cependant qu’il ne passe pas (mot illisible) qu’après avoir battu ou èloigné l’ennemi; il doit se ….”.
 
(4)      Vedere il capitolo IV, l’ordine dato da Berthier a Lechi e le operazioni eseguite di conseguenza dalla legione italica.
 
(5)      Corrispondenza di Napoleone n° 4817.
 
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Lettera di Alex Berthier, Generale in Capo dell’Armata di Riserva
 
al Generale Lannes.
 
 
Verres, il 5 prairial anno 8 (25 maggio 1800)
 
 
Il primo Console pensa che il nemico non possa avere più di 7-8.000 uomini in tutto; egli ordina di conseguenza che domani voi attacchiate il nemico. Quando lo avrete battuto avrete delle informazioni precise del Generale Turreau.
 
Ordino al Generale Monnier di prendere posizione con la 70° a tre paesi dopo Ivrea in direzione della strada che porta a Santhià.
 
Ordino alla Legione Italica, che è a Gressoney, di presentarsi a Riva.
 
Ordino al Generale Murat di inviare delle “reconnaissances” su Biella e Santhià.
 
La divisione Boudet occuperà Ivrea e vi sosterrà nel vostro attacco con le sue migliori truppe. Il compito del vostro attacco è di obbligare il nemico a ripiegare al di là di Chivasso e avere delle notizie del Generale Turreau.
 
Vi saluto
 
 
 
                                                                                                                                                        Alex Berthier
 
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Lettera del Capo di Stato Maggiore della Divisione Watrin
 
al Generale della Divisione Boudet.
 
 
Verres, il 5 prairial anno 8 (25 maggio 1800)
 
 
Conformemente agli ordini del luogotenente generale comandante l’avanguardia, ho l’onore di avvertirvi, cittadino Generale, che la divisione agli ordini del Generale Watrin dovrà armarsi domani per effettuare una ricognizione, e che i posti davanti ai vostri campi, occupati per la 40° demi-brigade di linea, saranno evacuati, vogliate, se voi lo giudicate a proposito, di farli occupare dalle truppe della vostra divisionw
 
 
 
                                                                                                                                                        Hulin
 
 
 
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26  MAGGIO 1800
 
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In esecuzione di questi ordini, la divisione Watrin si impegna il 26 maggio nella Battaglia della Chiusella.
 
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Lettera del Generale Watrin, al Generale Berthier (1)
 
 
Verres, il 5 prairial anno 8 (25 maggio 1800)
 
 
Dopo gli ordini del Generale Lannes, la divisione che io comando si è messa in marcia all’alba per andare ad attaccare il nemico che si sottrae dietro il Chiusella. Il ponte è presidiato da quattro pezzi di cannone e la parte frontale del campo nemico è increspato da ridotte e bocche di fuoco. La 6° Divisione Leggera, ben illuminata sui suoi lati, attaccò arma in braccio il ponte che il nemico difendeva con grande vigore. Esso era già conquistato quando i reggimenti di Kinsky e di Bannats si precipitano con furore sulle nostre truppe, ed essi le forzarono ad abbonarlo per un momento; allora il capo di brigata Macon si getta con la 6° Leggera nell’acqua fino al collo, nonostante la mitraglia e la moschetteria che pioveva da tutte le parti; mentre la 22° condotta dal Generale Gency (2), si precipita in colonna serrata sul ponte che il nemico alla fine è obbligato ad evaquare.
 
La rotta è completa, e noi avremmo preso la loro artiglieria e fatti molti prigionieri, se la loro ritirata non fosse stata sostenuta da una cavalleria quattro volte superiore alla nostra.
 
La truppa li inseguì senza sosta fino a Romano Canavese dove essi difendevano ancora le cime, quando più di 4.000 uomini di cavalleria ci hanno caricati con vigore nella piana che si trova ai piedi di Romano; la 40°che comandava il Generale Malher, e la 22° perfettamente diretta dal Capo di Brigata Schreiber, sostennero alla baionetta queste cariche con il più grande sangue freddo (3), attendendo l’arrivo del 12° ussari e del 21° cacciatori a cavallo che hanno alla fine terminato il combattimento.
 
La cavalleria nemica è stata abbattuta e messa nella rotta più completa; più di 200 cavalli dei dragoni di Tour sono rimasti sui campi di battaglia, 5 ufficiali sono stati catturati o uccisi. Questo evento è stato uno dei più caldi; noi abbiamo dal canto nostro circa 300 coraggiosi (2) feriti o uccisi; c’è voluto tutto il vigore e la bravura delle truppe per resistere agli attacchi e alle cariche multiple (3).
 
Non appena avrò raccolto il numero degli uomini uccisi o feriti e di quelli che si sono distinti in modo particolare, avrò l’onore di indirizzarvi lo stato e di domandarvi qualche promozione per i coraggiosi. La forza del nemico era di circa 6.000 uomini di fanteria e 4.000 di cavalleria (6).
 
 
Salute e rispetto.
 
 
 
                                                                                                                                                        Watrin
 
 
 
(1)       L’indomani, il 27 maggio, l’Aiutante Generale Hulin, capo di stato maggiore della Divisione Watrin, indirizzò da Romano al Generale Dupont un rapporto sulla Battaglia del Chiusella; Dupont ne rese conto al Ministro in una lettera scritta a Ivrea il 28 maggio; questi due rapporti sono la riproduzione, in termini pressoché identici, di quella di Watrin. È sembrato quindi inutile riprodurla.
 
(2)      Il Generale Geney comandante della 6° leggera e il Generale Malherdella 22° e 40°di battaglia, dopo un ordine dell’aiutante generale Hulin, datato da Chivasso il 29 maggio; questo ufficiale comunica al Generale Gency la situazione della 6° leggera e al generale Malber quelle della 22° e 40°. Dopo un ulteriore ordine di Hulin, il generale Gency comanda la 6° leggera e la 22°
 
(3)      Dupont aggiunge nel suo rapporto del 28 maggio: “……. la superiorità delle nostre baionette su quest’arma è stata provata in una maniera eclatante”.
 
(4)      Il rapporto di Hulin del 27 maggio indica 400 morti e feriti. Bisognerebbe confrontarle alle cifre indicate nelle ultime linee del conteggio reso dagli austriaci “Estrattto della Rivista Militare Austrica” nelle pagine più avanti, e a quelli dati dal rapporto del 28 maggio (nota 3).
 
(5)                                                                                               Ordine del giorno della divisione Watrin
 
Romano, il 7 prairial anno 8 (27 maggio 1800)
 
Il Generale di Divisione Watrin testimonia ai corpi componenti la divisione, la sua soddisfazione sulla bravura che essi hanno dimostrato ieri nella battaglia della Chiusella e Romano.
 
La 6° Divisione Leggera ha passato il fiume sotto il fuoco del nemico con molta audacia, tanto che la 22° attacco frontalmente il ponte della Chiusella, quello che ha spinto il nemico alla ritirata. Questi due corpi e la 40° hanno sostenuto in maniera intrepida e con sangue freddo, diverse cariche della cavalleria, questo dimostra alla fanteria che, quando essa vuole tenersi unita e serrata, essa sarà sempre vittoriosa sulla cavalleria; anche il Generale si raccomanda ai capi dei corpi e agli ufficiali di distaccare il meno possibile i tiratori scelti e di avere sempre una piccola riserva sulla quale essi possono ripiegare in caso di necessità.
 
 
                                                                                                                                                                                           Il Generale di Divisione
 
                                                                                                                                                                    Watrin
 
(6)      Un rapporto, scritto il 6 prairial a Ivrea, annunciava la vittoria della Chiusella: “…questa mattina, l’avanguardia dell’Armata è stata ingaggiata in maniera brillante sul fiume Chiusella”.
 
“Il Generale Lannes aveva ricevuto l’ordine dal Generale in Capo Berthier de inseguire il nemico fino a Chivasso. Il nemico occupò, dietro il Chiusella, delle belle posizioni.
 
 
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